E voi conoscevate Jack?

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23 febbraio 2013 di ilpolirico

jack

You don’t know Jack – Il Dottor Morte racconta la vera storia di Jack Kevorkian, anziano medico, pittore e compositore statunitense di origine armena. Perché il Dottor Morte? L’ ormai pensionato medico decide di dedicare la sua vita post-lavorativa  alla battaglia a favore dell’ eutanasia e del suicidio assistito. Infatti il piccolo e gobbo Jack, interpretato da Al Pacino, ha praticato il suicidio assistito a ben 130 malati terminali, in un peridio che va dal 1990 al 1999. Per aggirare le leggi del Michigan mette in atto una macchina, da lui congegnata, che viene azionata dal paziente, in modo che il dottore non venga incriminato. Prima di questo passaggio il dottor Jack, con l’ aiuto della sorella Margò (Brenda Vaccaro) e del fedelissimo amico Neal Nicol (John Goodman) girava un video in cui il paziente dichiarava, in presenza di famigliari o amici, il volere di non soffrire più, quindi di morire.

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Naturalmente questi momenti danno vita a scene spesso strazianti che non hanno difficoltà ad urtare la sensibilità dello spettatore. Come in ogni battaglia che si rispetti c’è sempre il lato opposto, chi rema contro la tua direzione. Già dai primi suicidi assistiti che aveva praticato il Dottor Jack venne arrestato e rilasciato più volte. A dare il suo apporto sul campo legale c’era l’ avvocato Geoffrey Fieger (Danny Huston), il quale teneva il più lontano possibile il Dottor Jack da carceri, tribunali e da chiunque lo combatteva  in modo accanito. Durante gli anni le pratiche di suicidio assistito crescono e i media, di certo, non fanno passare inosservato un personaggio così discusso come il Dottor Morte, il quale conquista addirittura la copertina del Times. Questa fama comportò anche la crescita di chi lo considerava uguale, e sena differenza alcuna, ad un serial killer. Molto singolare ed esplicativa la risposta che il Dottor Jack dà ad una delle tante manifestanti che si riunivano sotto la sua casa.

“Ma lei non crede in Dio?”
“Oh, si, ci credo. Il mio Dio è Bach, e il mio non è un personaggio inventato.”

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Tutta Cambia quando bussa alla porta del Dottor Jack il 130° paziente, il quale non è in grado di azionare la macchina da solo, in quanto leso nella motilità. Così il Dottor Morte agisce sul paziente con un’eutanasia ‘volontaria’. A quel punto la sua posizione sul piano legale cambia anche perché decide di non fare uso di avvocati ma di difendersi da solo. Tutto ciò per far si che il caso diventi sempre più oggetto di discussione, e magari che l’ eutanasia o il suicidio assistito, prima o poi, diventino una pratica legale. Venne quindi condannato a 25 anni di reclusione per omicidio di secondo grado. Kevorkian ha scontato parte della condanna , a partire dal 1999, nel carcere di Lakeland, nel Michigan. Rilasciato nel 2007, condannato però alla libertà vigilata per 3 anni, si è candidato come indipendente alla Camera, sebbene la condanna gli precluda la partecipazione alle Commissioni. Morì il 3 Giugno del 2011. Il regista di questa straordinaria pellicola è Barry Levinson, suoi i capolavori Rain Man – L’ uomo della pioggia e Sleepers, il quale fa emergere che il film non abbraccia assolutamente alcuna tesi, non fa del protagonista un eroe, una vittima o un santo. Quello che fa il regista è farci comprendere quanto la battaglia del Dottor Jack negli anni diventasse sempre di più una vera e propria ossessione. Il tema trattato è uno di quelli, come si dice, da prendere con le pinze, che Levinson  però ci butta in faccia senza troppi fronzoli riuscendo a mantenere un’ imparzialità invidiabile. Mentre dal canto suo Al Pacino mette davanti alla telecamera tutta la determinazione di un anziano medico pronto a tutto pur di far si che morire con dignità diventi un diritto. Le mille facce di questo personaggio sicuramente stimolano la nostra curiosità mettendoci di fronte ad argomenti come dolore, morte, dovere dei medici e ruolo dello stato in relazione ai temi che toccano l’ etica individuale. C’è chi diceva che jack Kevorkian non facesse altro che divertirsi ad essere Dio…

 

“Jack non puoi lasciare queste decisioni nelle mani dei pazienti!”
“Quindi nelle mani di chi? La medicina è anche una professione di morte, medicina e “medicidio.”

 

 

 

 


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