8 Marzo, la festa dimenticata

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10 marzo 2013 di ilpolirico

C’è una cosa che questo fine settimana non mi è proprio andata giù. Mi riferisco alla splendida ed annuale ricorrenza in cui si celebra e si omaggia una delle cose più belle della nostra società, la donna!

Però facciamo un bel balzo in dietro e partiamo da un presupposto, la festa della donna è nata per un motivo:

Le origini risalirebbero al 1908, quando un gruppo di operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per protestare contro le condizioni in cui lavoravano. Dopo alcuni giorni di conflitto con le maestranze, l’8 marzo il proprietario, per ritorsione, bloccò tutte le porte di uscita dello stabilimento. Quel giorno scoppiò un incendio che uccise 129 di loro.

Insomma, mi sembra che nel corso degli anni il motivo di questa ricorrenza si sia un pochino smarrito. Venerdi 8 marzo, facendomi un bel giro nella capitale, i miei occhi non hanno avuto modo di vedere nulla se non scene del genere…

THE WOO GIRLS

L’8 marzo le donne, soprattutto single, colgono l’occasione per uscire in gruppo con tacchi di minimo 10cm, minigonne girofiga, calze a rete e tette maggiorate da carta igienica e reggiseni pushup. Passano la serata a discutere di quanto siano bastardi gli uomini e di quanto sia incredibile che nessuno, se non il padre, le abbia regalato le ambitissime mimose. Pensano di essere credibili dicendo che non vogliono assolutamente avere più niente a che fare col genere maschile. In verità l’unica cosa che aspettano è che qualche bel maschione le penetri nel profondo, e non mi riferisco nè all’animo nè all’ego. Non voglio certo tralasciare la stupidità maschile in questa serata. Escono di casa impomatati, impettiti e battaglieri, nessuna donna può resistergli. Il 90% di loro finiscono a vomitare dietro un cassonetto della spazzatura dopo aver stabilito il record di rifiuti in una sola sera. Causa l’impresentabile stato in cui si pongono durante l’approccio, l’occhio socchiuso, l’alito di vodka, camicia sbrodolata e capacità lessicale di un primate. Gli unici che hanno sempre festeggiato l’8 marzo sono i fiorai, che ti vendono un merdosissimo ramoscello marcio a 5 euro. File di uomini a testa bassa pregano il buon dio che non siano finite le mimose. In quel caso preferirebbero mettere in scena un’incidente stradale in cui rimangono in fin di vita piuttosto che presentarsi dalle loro belle senza il mazzetto di mimose che, più di tre giorni non dura.

Ponendo queste basi mi sorge spontanea una domanda.

Se quelle 129 operaie avessero conosciute donne come Flavia Vento, Belen Rodriguez o qualche altra velina/letterina/tronista, o se magari avessero avuto la possibilità di vedere scende di questo tipo…

fiesta reggaeton1

siamo proprio sicuri che avrebbero continuate imperterrite con la loro battaglia, o avrebbero reagito in modo un tantino più menefreghista?

“Cazzo ragazze ferme tutte! Mi hanno fatto vedere il casting di Veline… uscite immediatamente dalla fabbrica… andiamo a farci un drink!”

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