E’ il turno dei 35 esperti

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12 giugno 2013 di ilpolirico

Periodo strano quello che sta passando l’Italia, non c’è che dire. Periodo di transizione e di larghe intese. Il Pdl dopo il capitombolo del PD era in testa a tutti i sondaggi e invece alle amministrative prende una batosta enorme. La lega sembrava viva almeno al nord e invece perde anche la roccaforte Treviso. Il PD non doveva più esistere e invece si è presa mezza Italia. Il M5S dopo il mega inciucio PDmenoL doveva sbaragliare tutto e tutti e invece ha perso elettori a vista d’occhio. I sondaggisti cominciano a delirare e non riescono più ad azzeccare una previsione. Naturalmente gli sconfitti si riempiono la bocca dicendo che la dimensione delle elezioni amministrative è molto diversa da quella delle politiche. Io questo non lo so, potrà pure essere vero, fatto sta che il numero di persone che si è recata alle urne è il dato più significativo di queste elezioni. La risposta del popolo a una classe politica che ormai non sa più dove aggrapparsi. Tra gli Italiani chiamati al voto 2 su 3 non hanno votato, l’altro era un candidato. Devo dire che ho tirato un grosso sospiro di sollievo per Roma, la mia città. Roma è sopravvissuta a incendi, guerre, bande criminali e addirittura a Rutelli. Ma non sarebbe mai sopravvissuta ad un bis di Alemanno. Sarebbe stato troppo, anche per Roma!

Bene! Chiusa la breve parentesi delle amministrative comincerei col parlare del nostro fantastico governo pacificatore. Perchè se la politica a livello locale ci ha deluso, quella a livello nazionale ci fa semplicemente incazzare come delle bestie.

Una settimana fa il premier Letta ha nominato sti minchia di 35 esperti che penseranno alle riforme. Facciamo però un balza indietro. Nel 2011 avevamo i tecnici Monti&co, poi sono arrivati i 10 saggi e ora i 35 esperti. Se continuiamo di questo passo l’anno prossimo sarà il turno dei Fantastici 4 che dovranno riformare la giustizia assieme ai 5 Samurai i quali lasceranno il posto ai 3 Moschettieri che però si occuperanno di stilare 10 punti programmatici per lasciare terreno fertile ai 3 porcellini, poi arriverà la carica dei 101 e tutta la fottutissima fattoria di zio Tobia.

Ci sono delle domande che mi sorgono spontanee in vista di queste ripetute nomine che i nostri politici fanno ormai da sempre:

  • Ma se il premier nomina 35 esperti che si occupano delle riforme, i nostri 945 parlamentari che cazzo ci stanno a fare in Parlamento?
  • Non dovrebbe essere il governo insieme al parlamento che si occupa delle riforme?
  • Ma poi, se il compito del governo è quello di nominare degli esperti che facciano il lavoro al posto loro, non potrebbe farlo chiunque?
  • Ma poi tra tecnici, saggi, esperti, responsabili e vattelapesca, direbbe Il giovane Holden, dove cazzo sono finiti tutti i politici?
  • Ma soprattutto, se questi esimi 35 super esperti possono da soli occuparsi delle riforme, perchè non ci teniamo loro e mandiamo a cagare i 945?

Io la butto lì, non si sa mai.

Forse vaneggio. sono qui che scrivo a vanvera le prime cose che mi passano per la testa, però a me questa sembra un grossissimo salotto per prendere tempo e tenersi strette le poltrone. Spero di sbagliarmi.

Chiuderei con la barzelletta della settimana.

Come quale

Berlusconi che vista la batosta delle amministrative annuncia l’avvento del “nuovo” Pdl. C’è da dire che già con questa frase potrei concludere alla grandissima. Grossa risata e via. Cioè capite da voi che abbinare Pdl a nuovo è un ossimoro pazzesco. E’ come abbinare Bruno Vespa a giornalista, è un contro senso. Però guardate che Silvio non si arrende proprio mai. Già anni fa, quando subì il clamoroso KO al referendum disse che sarebbe andato avanti perchè lui più perde e più si fortifica. Concetto difficile da immaginare in politica. Anche se uno che ha immaginato una marocchina minorenne nipote del premier Egiziano può fare veramente quello che cazzo gli pare per quanto mi riguarda.

Insomma, il nuovo Pdl con le sue nuove regole e il suo nuovo programma a detta della Santanchè è un progetto nato da lei, Verdini e Capezzone. Quindi possiamo dire con certezza che sarà un partito a base di botulino, corruzione e linguistica arguta. Certo che immaginare un nuovo Pdl mi dispiace un pochino. Alla fine ci si divertiva. Festini, gaffe, leggi assurde, demagogia smisurata, insulti in tv e quella competenza in materia politica di un soprammobile un pò mi mancheranno.

Ma no dai, forse mi sbaglio, magari cambieranno solo il nome.

In merito a questo c’è una cosa che vorrei dire…

Silvio, se una prugna la cominci a chiamare pera, non è che non fa più cagare (cit. Maurizio Crozza)

Alla prossima settimana lettori!

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7 thoughts on “E’ il turno dei 35 esperti

  1. Vd1cgnd ha detto:

    La prima parte dell’articolo è fenomenale, sulla seconda non mi voglio sbilanciare per non essere di parte.

  2. lucianoassirelli ha detto:

    Scrivi: “Non dovrebbe essere il governo insieme al parlamento che si occupa delle riforme?”
    ‘Secondo me’, invece, il governo dovrebbe esercitare il potere ESECUTIVO che, mi insegnavano alle elementari, nel 1965, è il potere di METTERE IN PRATICA le leggi.
    Il parlamento, invece, “dovrebbe” disporre del potere LEGISLATIVO, ossia quello di discutere, modificare, promulgare le leggi. In caso di ESTREMA URGENZA il governo “dovrebbe” avere il potere di promulgare dei decreti legge, che NON si chiamano leggi, perché devono essere convertiti, appunto, in leggi dal famoso “inutile” parlamento.
    E le “RIFORME”?!
    Le riforme, anche ammesso che chi le tira in ballo sappia di cosa sta parlando, e anche ammesso che ci siano due aspiranti riformatori che siano d’accordo su cosa, e come, riformare… le riforme, dicevo, sono modifiche a leggi e regolamenti esistenti, o stesura di leggi e regolamenti interamente nuovi. E mi sembra evidente, in punta di Costituzione, chi ne sia il soggetto titolare.
    Solo che negli ultimi venti o trent’anni abbiamo assistito impotenti (almeno io, impotente… qualcun’altro ) allo stravogimento progressivo dei ruoli di parlamento e governo, con un progressivo impoverimento delle prerogative del secondo a vantaggio del primo. Non dimentichiamo, per esempio, che l’ultimo governo Berlusconi è ricorso decine e decine di volte al voto di fiducia (che dovrebbe essere un evento raro) per far passare i propri decreti legge (che dovrebbero essere interventi eccezionali) e conculcare ulteriormente un parlamento già di persé privo di qualsiasi credibilità e autorevolezza, grazie anche ad un meccanismo di nomina antidemocratico e dichiaratamente incostituzionale come è la legge elettorale Castelli.
    Ora, su questa china, questo sprofondo, anzi, di deriva antidemocratica e anticostituzionale, si innesta l’opportunismo di chi, senza alcun diritto e senza alcun titolo, in quanto titolare del potere E-S-E-C-U-T-I-V-O pretende di modificare la Carta Costituzionale, ma non solo: volendolo fare “in fretta”, come dettato dall’auto nominata S.M Re Giorgio, pretende anche di riscrivere al volo le regole di revisione costituzionale, a proprio uso e consumo.
    Io di fronte a tutto questo, e a molto altro che non ho tempo e voglia di citare ora, sono, non confuso, ma solo molto arrabbiato e nauseato.
    Grazie dello spazio.
    L.

    • ilpolirico ha detto:

      So bene che il parlamento legifera e il governo esegue. Per questo mi chiedo perché non lavorino assieme per portare avanti riforme e disegni di legge. Le domande che pongo derivano da un punto di vista satirico. Prenderle troppo seriamente potrebbe portare un pò fuori strada. Per quanto riguarda l’antidemocratica e anticostituzionale legge elettorale sono più che d’accordo. Però non è di Castelli ma di Calderoli, il primo è autore di una legge sulla giustizia altrettanto vergognosa. E poi un’altra cosa, da meno tempo di te, ma anche io ho un forte senso di nausea!
      A presto

    • ilpolirico ha detto:

      Ciao Luciano! Se hai trovato anche solo un po’ interessanti le mie analisi bizzarre su questo blog, da oggi puoi trovarmi qui.

      http://insidejar.it/

      Un saluto,

      ilPolirico.

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