La legge di stabilità

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23 ottobre 2013 di ilpolirico

Martedì scorso ho focalizzato la mia malleabile attenzione sulla puntata di ballarò, per tentare di comprendere qualcosa sulla legge di stabilità. Dopo uno svenimento causatomi dal monologare estremamente soporifero di Pippo Civati e un attanagliante senso di vergogna avvertito nell’ascoltare la cadenza romana di Giorgia Meloni – che in confronto er monnezza sembra il principe William – sono riuscito a catalizzare la totalità del mio intelletto sui punti cardine di questa legge che condurrà il nostro paese in mari tranquilli e innocui.

Il primo fulcro di questa stabilizzazione va pesantemente a detassare  il lavoro. Pronti 5 mld, dal 2014 al 2017, che andranno a rallentare la presa del macigno fiscale che pesa sui lavoratori dipendenti Italiani e sulle imprese.

In che modo?

Naturalmente questi 5 mld sono destinati a fasce di lavoratori e imprese con maggiori difficoltà economiche, ma pur escludendo le fasce di reddito dai 50.000€ in su i lavoratori, secondo le stime di Nando Pagnoncelli dopo il secondo fiasco di romanella, si troveranno in busta paga un adeguamento che va dai 12 ai 24 euro. Insomma nella peggiore delle ipotesi sono due spritz con noccioline, nella migliore una cena per due nella trattoria “Da Zio Nino” sulla Tiburtina vista tangenziale.

Dov’è il barbatrucco?

Continua a leggere…  http://www.youthunitedpress.com/la-legge-di-stabilita/#sthash.Us84ZkIr.dpuf

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