Lo IOR chiede trasparenza – La Santa Sede si scusa per il “disagio provocato”

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5 novembre 2013 di ilpolirico

Ricorderete per certo le dimissioni shock di Papa Benedetto XVI, il 28 febbraio 2013. Dimissioni che sconvolsero non poco, tutto il popolo ecclesiastico. Da quella data, col successivo insediamento di Papa Francesco, non si è impiegato poi molto a superare lo schock. Vuoi per un operato non così illuminante, e più volte criticato, del Papa tedesco, vuoi per l’immenso carisma e la capacità innata di essere tanto amato dai fedeli, dell’attuale.

Sin dai primi giorni, Papa Francesco, ha goduto di un ammirazione più che considerevole. Nonostante non avesse ancora messo in atto il suo operato. La sua travolgente aura di umiltà, aveva già reso il suo pontificato, quasi migliore del precedente. Ma com’è giusto che sia, i più scettici, hanno subito fatto notare che potrebbe non bastare un uomo a rivoltare un sistema così controverso e radicato, come quello della chiesa negli ultimi anni. Un sistema di lobby, piani alti, poteri manipolatori e occulti. La direzione che fin dall’inizio ha voluto seguire Papa Francesco, anche con gesti semplici e banali, navigava in direzione totalmente opposta al precedente pontificato. E così ha continuato…

Nei giorni scorsi il Papa, ha espressamente chiesto l’allontanamento del vescovo Franz-Peter Tebartz van Elst, ordinario di Limburg. Il vescovo è stato accusato di aver speso la cifra di circa 31 mln di euro, per ristrutturare la sua residenza in diocesi. Questo per farvi capire che ora il vescovo ha una casa più lussuosa di quella di Puff Daddy. Sembra che il Papa venga costantemente aggiornato sulla questione e sull’inchiesta che la Santa Sede sta portando avanti sul caso del vescovo “spendaccione”. Naturalmente la notizia ha scatenato l’indignazione dei fedeli della diocesi di Limburg, e non poche bagarre in Vaticano, ai vertici dello IOR. Bisogna anche dire però, che il vescovo Franz dal canto suo, non è stato poi così furbo.

Lo IOR, il 24 settembre 2013, spedì un questionario a tutti i correntisti per fare maggiore trasparenza, indicando “sinteticamente le principali fonti che hanno alimentato la posizione presso l’Istituto” e inviando il modulo per posta, fax o email “congiuntamente a eventuale documentazione di supporto

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