Italia, il culto dell’incompetenza

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13 novembre 2013 di ilpolirico

Quando si dice “l’uomo sbagliato al posto sbagliato”, probabilmente è Italiano e sta ricoprendo una carica di rilevante importanza istituzionale. Uno dei peggiori mali di questo paese, assai peggiore degli stipendi, delle indennità o delle pensioni, è l’incompetenza delle persone che ricoprono ruoli cruciali all’interno delle nostre istituzioni. Persone che gestiscono ministeri e centri direzionali, linfa vitale per il bene di qualsiasi società. Parliamo di cariche pubbliche, in quanto un privato, per il bene della propria attività, mai si sognerebbe di lasciare  un incarico dirigenziale nelle mani di chi non ne ha le competenze. Per il governo italiano, tutto ciò non sembra poi così logico e sensato. Come sappiamo, tutte le cariche dei vari ministeri e delle commissioni, sono di natura politica. Senza contare l’influenza che la politica ha nella vita di aziende come l’Alitalia (ricorderete la fantastica cordata salva Alitalia di Berlusconi – Ligresti, Riva e compagnia bella) o la Rai. Nelle “aziende private” come la Fiat. Per non parlare poi delle varie municipalizzate come Atac ed Acea ad esempio, o delle Authority che così bene controllano il funzionamento dei mercati di loro competenza. Si presuppone però, per specifiche cariche, la scelta ricada su l’uno o sull’altro, in base ad idonee e imprescindibili competenze. Con quali criteri in Italia, vengono scelti tali individui?

 Continua a leggere… http://www.youthunitedpress.com/italia-il-culto-dellincompetenza-2/#sthash.Ic2wjgf8.dpuf

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3 thoughts on “Italia, il culto dell’incompetenza

  1. Marcella Nesset ha detto:

    Inquietante questa galleria del mostri.

    Ricordo non molto tempo fa un giovanissimo ministro norvegese di non so cosa, che intervistato l’indomani della sua nomina disse grosso modo le stesse parole del nostro, “spero di fare tanta esperienza e di imparare moltissimo con questa carica”.

    Questo è quel che succede quando si affidano dicasteri a trentenni ignorantelli e ambiziosi, figli di partito: la carica di Ministro non può e non deve essere l’occasione data a un giovinastro per farsi le ossa, ma l’apice di una lunga carriera professionalmente ineccepibile. Se esiste un limite minimo d’età per fare il sanatore, ancora di più dovrebbe esserci per fare i ministri.
    Sotto i 50 mi pare azzardato.

    • ilpolirico ha detto:

      Sull’età è difficile stabilire un tetto, però se esiste per i senatori, perché no i Ministri. La cosa certa è che per ricoprire tale carica è indiscutibile che serva un’esperienza istituzionale notevole, nonché una fortissima conoscenza personale inerente all’ambito di competenza del ministero che si è chiamati a guidare!

    • ilpolirico ha detto:

      Ciao Marcella! Se hai trovato anche solo un po’ interessanti le mie analisi bizzarre su questo blog, da oggi puoi trovarmi qui.

      http://insidejar.it/

      Un saluto,

      ilPolirico.

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