La vera storia di Renato Brunetta

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24 novembre 2013 di ilpolirico

Nato un pizzico stronzo nel nel 1950 a Venezia, è un’economista, un politico e un ornamento da giardino italiano. La malvagità di madre natura nei confronti di Brunetta è paragonabile solo alla spietatezza verso le generazioni future che ebbe Alain Elkann, non usando il preservativo, il giorno che fu concepito l’attuale filgio, Lapo.  Schernito sin dalle elementari per la sua statura, Brunetta, all’età di 6 anni era già alto un metro e mezzo. I compagni di scuola lo sbeffeggiavano di continuo chiamandolo “il gigante renatone, che fa rima con…

Dopo qualche anno di tregua alle scuole medie arrivarono i traumatici anni del liceo dove non acquistò neanche un centimetro, forse ne perse qualcuno. La frase che più di frequente sentiva accostare al suo nome era: “sei così basso che ti puzzano i piedi di culo” Ma se la sua statura era quella che era, i suoi pensieri volavano alti, alti come un piccione morto schiacciato sotto le rotaie del tram. La sua passione e devozione per la politica lo portarono a compiere gesta degne di nota storica. Gli ultimi anni da liceale li dedicò ad alcune interrogazioni scolastiche per gli stipendi di alcuni insegnanti notoriamente comunisti e per le bidelle palesemente fannullone. L’atto più significativo però, fu quello di riempire la scuola di tornelli. Dichiarò allora l’attuale onorevole: “Un sogno che si realizza finalmente. Un giorno porterò questo modello nella Pubblica Amministrazione. Dovreste vedere l’ordine che vige all’entrata dell’istituto, dei bagni e alla fine dei distributori automatici. Gli studenti sono sinceramente entusiasti”. Stranamente, proprio durante questa sua vittoria personale, passò un periodo di insonnia causato da un gruppo ignoto di manigoldi che ogni notte suonava alla sua porta, lasciando d’innanzi ad essa 2 chili di sterco di cavallo avvolto in una carta di giornale in fiamme. La sua carriera politica di stampo socialista ebbe inizio nei governi Craxi I e II, come consigliere economico. Credenziali e competenze che non potevano essere messe da parte per il bene del nostro paese, dalla Seconda Repubblica. Eurodeputato per Forza Italia dal 1999 al 2008, anno in cui coronò finalmente il suo sogno, diventando Ministro per la pubblica amministrazione. Fallito il progetto dei tornelli, riuscì a metterne solamente uno grosso e rotto a casa di Di Pietro, per provare a relegarlo nella sua abitazione. La sua vena critica e polemica lo rendono negli anni, protagonista di molteplici dibattiti e siparietti politici, e non solo. Nel 2008 intervistato da Enrico Mentana dichiarò che il suo amore e dedizione per la politica gli valsero il nobel per l’economia. A smentire tale dichiarazione fu proprio lo stesso Alfred Nobel, che nel suo unico collegamento disponibile col mondo terreno si limitò a dire: “ma porca troia, questo è troppo”. Nel 2010. in un’intervista a a Il Giornale dichiara: “Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa“. Immediata la risposta delle popolazioni chiamate in causa: “Se non avessimo Brunetta probabilmente rimarremmo comunque un paese di merda, ma in quanto a cazzate, un buon 40% le tagliaremmo”. Ad oggi Brunetta è una delle colonne portanti del partito del Cav. Berlusconi. In un dialogo politico sempre più scadente e privo di ideali, condito da avvilenti gossip e teatrini istituzionali, i suoi pensieri filosofico-politici si stagliano netti al di sopra di tale mediocrità, alla pari di quelli di una scimmia ubriaca e di un pesce ritardato.

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17 thoughts on “La vera storia di Renato Brunetta

  1. Cozza Tonante ha detto:

    La cosa piu avvilente di Brunetta é il suo servilismo totale verso silvio, servilismo che lo ha portato a dire, pur di sostenerl, bestialità come “lo spread non é un problema, non conta niente” il che per uno con addirittura aveva una cattedra di economia deve essere veramente pesante…é come se un medico dicesse “per la vostra salute bevete 2 litri di whisky al giorno”.
    Il suo lato piu positivo é che almeno pur essendo nano non mette scarpe coi tacchi e controtacchi come il suo proprietario…forse anche perché sarebbe veramente inutile, anche con i matruosi orpelli di silvio arriverebbe a stento al 1,65.

  2. seanraj ha detto:

    Bell’articolo.
    Se posso dire, fra i più alti vertici della sua “merdosità nanesca” va sicuramente annoverata la sua ultima commovente lectio da Santoro a “Servizio pubblico”, in cui ha declamato amenamente concetti marxiani come “struttura” e “sovrastruttura”, deprecando il vile denaro che ha segnato la decadenza della politica italiana. Tutto bene fin qui, senonché non sia quasi da trent’anni che, con caparbio amore, si prodiga a rovellarci i maroni nel suo camaleontismo che trascende il miracoloso (dal PSI al PdL: che uomo, siori!).
    Forse è una cattiva politica avulsa dalla realtà circostante e fattasi bottegaia alla ricerca di voti il vero problema. Ma tutto sembra un’inezia a raffronto con il nostro Brunettolo, ottavo nano mancato.

    • ilpolirico ha detto:

      Chiamarlo articolo mi sembra un oltraggio nei confronti di chi realmente scrive articoli… ho provato a vedere la puntata di Servizio Pubblico con Brunetta. Ma proprio alla parola sovrastruttura sono svenuto!

  3. giacani ha detto:

    Ma sì, in effetti non lo capisco tutto questo politicaly correct…diciamocela tutta….è un nano demmerda!

  4. chiamateismaele ha detto:

    Bellissimo pezzo di satira! Ci vorrebbe un po’ del tuo materiale anche in TV

  5. Barney Panofsky ha detto:

    L’ha ribloggato su BarneyPanofskye ha commentato:
    L’incipit è sottotono (“un pizzico stronzo”? È una carriolasta di merda, Brunetto Brunetta!), il resto no 🙂

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