Movimento Perenni Indecisi – pt.1

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13 dicembre 2013 di ilpolirico

La convivenza con soli inquilini di sesso maschile vanta alcuni lati positivi ed altri disgraziatamente negativi. Ad esempio la birra comincia ad essere un bene di prima necessità, non manca mai. Può mancare la carta igienica, ma non la birra. Questo naturalmente è uno dei lati positivi.

I lati negativi invece sono altri e molti e vanno ad intaccare quella sfera del prendersi cura di  se stessi che, senza l’occhio vigile e inquisitorio di una donna, (madre, compagna, amica o sorella che sia) viene meno. Si sottovaluta il fenomeno fino a quando non si realizza che ci si sta lasciando andare quasi come ha fatto Amy Winehouse al suo ultimo party.

Lontani da presenze femminili ci crogioliamo nella libertà di poter evacuare senza preoccupazione alcuna ogni tipo di flatulenza e rumori corporei sconosciuti in natura. E’ bello in un certo senso, perché puoi dar vita al peto più grosso della storia repubblicana senza che nessuno storca il naso. Solo ieri, quando un mio coinquilino ha sparato un rutto da tenore dell’Aida, ho avuto un sussulto perché pensavo fosse l’analisi della sconfitta di Bossi alle primarie. Poi quando si è scusato ho capito con chiarezza che non si trattava del Senatur.

La convivenza maschile sfiora picchi di disagio igienico che non potete neanche lontanamente immaginare. Il bagno si trasforma in una sorta di stanza per la collezione di peli, perlopiù pubici. Tanto sono di annata che, io e i miei coinquilini, abbiamo pensato di fare una tre giorni di esposizione al pubblico. Con tanto di paternità e data del pelo. In seguito però abbiamo scoperto che Giovanna Melandri stava allestendo una cosa simile al Maxxi, con i peli che i pazienti affetti da cancro perdono a causa della chemioterapia. Una mostra socialmente impegnata contro la lotta contro il cancro. Poiché sarebbe l’unica cosa che porterebbe via la Melandri dalla guida del museo romano, il cancro. Comunque non abbiamo voluto si pensasse fossimo poco originali, quindi abbiamo rinunciato.

Ma torniamo a bomba alla mia perdita di dignità igienica. Fortunatamente noi uomini la prendiamo con filosofia. Più o meno una volta a settimana scatta il mirabolante e divertentissimo gioco: “trova il cibo scaduto da tre settimane che sta facendo puzzare il frigorifero come Giuliano Ferrara dopo una sessione di tapis roulant e ciclette” (sappiate che senza l’ausilio di google avrei scritto tapirulan). Non avete idea di quante volte il frigo finisca per rimanere vuoto. Il vincitore potrà tuttavia consolarsi nutrendosi della carota e del sedano rimasti ancora commestibili.

A questo punto del racconto speravo che il Ministro Cancellieri mi chiamasse per sincerarsi delle condizioni in cui verso o quantomeno per esprimermi tutto il suo umano sostegno istituzionale. Invece credo sia a conoscenza del fatto che non ho frodato nessun colosso assicurativo e che non ho un jet privato da utilizzare senza criterio per andare a comprare i broccoli al supermercato.

Vi sto dicendo queste cose perché è arrivata l’ora di comprimere tutto questo disagio causato dalla crisi sociale in un movimento che dia finalmente voce a questo mal contento diffuso e radicato che alimenta le lotta fra poveri. Giustamente vi starete chiedendo quale sia il nesso tra la più grande crisi sociale ed economica di tutti i tempi e la mia situazione di ragazzo disagiato. Probabilmente nessuno. Anzi, assolutamente nessuno. Ma pensare che sia colpa di Monti e della riforma Fornero se non mi cambio le mutande da una settimana mi aiuta ad andare avanti.

In questi giorni si sono raggiunti i paradossi più inimmaginabili. Abbiamo visto scendere in piazza movimenti più grillini dei grillini. Gente che dice ai grillini di andare tutti a casa, i Forconi. C’è una confusione tale che non si sa più dove sbattere la testa.  Se continueremo con il motto tutti a casa fra un po’ in Parlamento ci rimarranno Gasparri  e una marmotta che confeziona la cioccolata. E comunque Gasparri tra i due sarà il meno scaltro. Manifestazioni che partano dal basso, prive di ogni rappresentanza politica e sindacale. Delusi, indecisi, precari, esausti e arrabbiati, molto. Le manifestazione che abbiamo visto in questi giorni e che probabilmente continueranno nei giorni a venire, non hanno nessuna particolare logica rivoluzionaria. Bloccare tir, tram, autostrade e pian piano arrivare da tutta Italia a Roma per una sorta d scontro finale. Quando si dice né destra né sinistra, smarrimento di ogni ideologia per scagliarsi contro il potere, in cui l’unico tratto condiviso é il fine, tutti a casa, senza una reale prospettiva futura.

Mi piace alternare una bieca satira politica ad analisi argute. Mi fa sentire molto poliedrico. Rimango pur sempre un coglione, ma poliedrico. Un coglione poliedrico.

Ed è proprio per i suddetti motivi che la società necessita di un nuovo movimento che raccolga le richieste di aiuto dei delusi, indecisi e degli arrabbiati. Quel 40% di elettorato astenutosi dal voto che ad ogni elezione trionfa a mani basse sotto il silenzio dei molti, che trascurano tale dato. Proprio come me questo movimento dovrà essere poliedrico, ma non coglione.

Come avete potuto scorgere dal titolo il nome del movimento sarà: MPI, Movimento Perenni Indecisi. Per riuscire nel compito di raccogliere gli incazzati non bisognerà più incappare in quelle banali cazzate che i maggiori schieramenti commettono continuamente, trattamento uguale per portare alla corte del MPI i delusi. Mentre per gli indecisi servirà assorbire tutti le migliori peculiarità delle tre forze politiche del paese. Forza Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Avrete notato che non ho considerato il Nuovo Centro Destra di Alfano, ma non credo che qualcuno abbia qualcosa da ridere a riguardo. Addirittura il logo fa cacare.

Come avrete capito il funzionamento, la struttura e lo statuto del partito verranno comunicati nella seconda parte di questo articolo. Le motivazioni di questa scelta sono due: La prima è che in una sola parte l’articolo verrebbe fuori noiosamente lungo. La seconda riguarda il fatto che in questo blog non ho mai diviso un articolo in due parti. Quindi una volta che posso, sfrutto l’occasione. In più dividere un’articolo in due parti mi fa sentire veramente duttile e multiforme. Proprio come dovrà essere il movimento. Ma non coglione.

Fine prima parte

Caro lettore,

se non stai sentendo alcun bisogno di leggere la seconda parte, puoi stare tranquillo, vuol dire che stai bene. Perché vedi, anche io non sento assolutamente il bisogno di scrivere la seconda parte, ma lo farò. E per qualche strana relazione matematica poliblitelerazionale come fosse antani, anche tu lo farai.

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4 thoughts on “Movimento Perenni Indecisi – pt.1

  1. Enrico Sanna ha detto:

    Devo mandarti il conto per il mal di pancia causato dalle risate? E poi: la seconda parte prevedi che sarà riabilitativa?

    Enrico
    ——————————————
    http://pulgarias.wordpress.com

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